Una nuova impresa per Rosso, Manoni e Stoppini

Articolo di PAOLA GUABELLO
tratto da LA STAMPA
di venerdì 27 gennaio 2012

Tre alpinisti, un cineoperatore e un fotografo: giovedì 2 febbraio la spedizione volerà alla volta dell’Argentina. Si tratta rispettivamente di Enrico Rosso, Fabrizio Manoni e Paolo Stoppini, Maurizio Pellegrini e Roberto Bianchetti, squadra ormai collaudata che riparte alla volta del Sudamerica per portare a termine la prima traversata integrale del Cordon Mariano Moreno Hielo Continental Patagonico sur. Il progetto è nuovamente sponsorizzato dalla Fila e, come nella precedente «puntata » del giugno 2011, è ispirato alla tradizione alpinistica dei biellesi, avventura che ebbe inizio nella seconda metà del 1800 con Quintino e Vittorio Sella, e proseguì con Alberto De Agostini e Mario Piacenza. Tutta l’impresa sarà infatti documentata con immagini e filmati con lo scopo di ricavarne un nuovo documentario, che andrà a legarsi alle testimonianze recenti e storiche già esistenti, con l’obiettivo di allargare il dibattito sull’alpinismo come «forma d’arte». La base operativa sarà a El Chalten, capitale nazionale del trekking – spiega Enrico Rosso – E’ un centro abitato situato nella Riserva del lago Viedma e del Parco nazionale argentino dei Ghiacciai; si trova ai piedi delle due montagne più famose della Patagonia e tra le più belle del mondo: il Cerro Torre e il Cerro Fitz Roy. Nel suo territorio svettano con altrettanta imponenza il Cerro Pollone e il Cerro Pier Giorgio Frassati, mentre dietro alla Cordigliera delle Ande si estende l’imponente Ghiacciaio Continentale della Patagonia. Da El Chalten partiremo con il minimo indispensabile per tentarne la traversata, vale a dire con circa 9 giorni di autonomia».
Il progetto di «Fila – Patagonia 2012» è di tentare la prima traversata integrale del Cordon Moreno. L’ascensione inizierà con la scalata della cresta est del Cerro Dos Cumbres per una nuova via e proseguirà poi in direzione sudnord, sul filo di cresta, fino al limite settentrionale della catena con il tentativo di percorrerla per tutta la sua lunghezza, circa 25 chilometri.
«L’escursione ha un’aspetto alpinistico e uno esplorativo – prosegue Enrico Rosso – Le due componenti proprie del grande alpinismo classico che caratterizzò l’epoca dei pionieri, terminata nel 1958 con l’ultima spedizione di De Agostini, l’ultimo grande esploratore delle Terre Australi. I cambi repentini delle condizioni atmosferiche, la lunghezza dell’itinerario e la situazione di totale isolamento, costituiscono le ragioni fondamentali del valore tecnico e esplorativo del progetto».
A Biella, trait d’union fra gli escursionisti e il sito che verrà costantemente aggiornato, resterà Paola Lavagnini, che già nella precedente spedizione aveva dato il suo supporto organizzativo.

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